
Le Neoplasie del colon-retto, rappresentano una delle principali cause di morbosità e mortalità per neoplasia in tutti i paesi occidentali ad alto sviluppo tecnologico. In Italia, si stima una incidenza di 35-40.000 nuovi casi l'anno; muoiono a causa della malattia ogni anno circa 18.000 persone,con una mortalità più elevata nell'Italia centro-settentrionale, quelli più bassi nel meridione e nelle isole. Negli ultimi decenni in Italia, come in gran parte dell'Europa, i trend di mortalità sono stati più favorevoli per le donne e il rapporto di mortalità tra sessi (M/F) per il tumore dell'intestino è sistematicamente cresciuto da 1,2 negli anni '50 fino ad arrivare a 1,5 negli anni '90. La terapia chirurgica dei tumori del colon – retto continua ad essere una sfida, nonostante gli indubbi progressi intervenuti negli anni e le importanti acquisizioni che hanno avuto un forte incremento nel corso dell’ultimo ventennio, grazie a diversi fattori:
Il progredire delle conoscenze sulle modalità di diffusione del cancro del retto.
L’asportazione totale del mesoretto ( T.M.E. ) che ha ridotto drasticamente il tasso di recidive locali, aumentando quindi, la sopravvivenza.
Purtroppo però, la sensibilizzazione del cittadino,in Italia, verso il problema della "Prevenzione" è davvero poco stimolata. Vuoi perchè i sintomi iniziali della malattia neoplastica del colon-retto, sono spesso sovrapponibili alla più diffusa malattia emorroidaria (sanguinamento) con conseguente sottostima degli eventi, vuoi perchè in Italia non si è mai sviluppata una cultura Colonproctologica,per cui spesso il cittadino non riesce ad identificare quella figura professionale , che si occupa delle patologie ano-rettali e si abbandona a terapie mediche "Da Banco" e quindi di facile reperibilità credendo di saper e poter risolvere il suo malanno. A tutto ciò bisogna anche aggiungere l'intima paura del cittadino a sottoporsi ad esami endoscopici, vissuti come un momento fortemente traumatico, e per le modalità di preparazione intestinale ( uso di forti lassativi) ma anche, e per la paura di dover soffrire dolori lancinanti durante l'esecuzione della metodica, ma purtroppo bisogna anche sottolineare per l'intasamento delle liste d'attesa dei centri di Endoscopia Digestiva con tempi spesso infiniti prima di eseguire l'esame.
Comunque sia, resta oggi difficile far comprendere ad un/una paziente che ha compiuto il 50° anno d'età,che il Test del sangue occulto delle feci, la visita colon-proctologica e l'esame endoscopico tradizionale o Vitual siano strumenti utili ed efficaci per:
1)Abbattere i tassi d'incidenza di neoplasie in fase avanzata
2)Aumentare consensualmente grazie al punto 1 i tassi di sopravvivenza nei pazienti affetti da neoplasia del colon-retto, grazie alla loro precoce identificazione e trattamento.
Se il tema è culturale, allora la divulgazione di questo bagaglio deve essere dalle istituzioni, quanto più diffuso nel territorio, investendo le figure professionali a vari livelli:
Medico di medicina generale -->Specialista in colon-proctologia--> Specialista in endoscopia digestiva .Questa catena ha però come punto debole:
1) La mancata informazione del cittadino sulle campagne di prevenzione nel territorio.
2) La sottostima dell'utente dei sintomi quali il sanguinamento a cui si riconduce sempre in automatico la malattia emorroidaria.
3) la mancata comunicazione al Medico di medicina generale dei sintomi
4) la mancata conoscenza delle figure professionali ( colon-proctologo? "questo sconosciuto")
5) le lunghe liste d'attesa per eseguire gli esami endoscopici.
Inutile aggiungere, che questa lista potrebbe, o meglio,è incompleta ma qualunque sia la causa l'effetto purtroppo è lo stesso: Il ratirdo diagnostico e l'aumento dei tassi di malattia neoplastica in fase avanzata.

Se riuscissi davvero nell'intento, sarei il primo a farmi i complimenti,spero pertanto di riuscire una volta e per tutte a chiarire che il SANGUE emesso dall'ano NON E' MAI FISIOLOGICO! E' il sintomo di un disturbo, come ad esempio la malattia emorroidaria, che è lo specchietto per le allodole, di quel modo di pensare per cui, Sangue=Emorroidi --> NO PROBLEM!
NO! non è così.
Nei paesi Anglosassoni, la cultura colon-proctologica è ben radicata, grazie anche al fatto che parlare di emorroidi non è così scandaloso come in Italia. I pazienti Inglesi al primo sintomo qualunque esso sia, interpellano lo specialista ed affrontano la correzione della malattia emorroidaria se è presente.
La correzione della malattia emorroidaria, ha un duplice effetto:
1) correggere la malattia
2)
Abbattere SENSIBILMENTE le cause di SANGUINAMENTO inducendo quindi il paziente ad una precoce attenzione verso il sintomo e quindi verso la causa!
Quale ad esempio la seguente, una neoplasia del colon, che non stenotizza ( non occlude) il lume dell'organo, che si è manifestata con
Sanguinamento e riduzione della Sideremia (ferro) e che il paziente riconduceva alla vecchia di 20 anni malattia Emorroidaria.
Che nessuno creda che questa sia solo una casualità, nelle storie cliniche dei pazienti di queste casualità abbiamo archivi pieni. E' ovvio che lo scopo della prevenzione è abbattere questi casi.

Inutile sottolineare che, il riscontro di lesioni Polipoidi ,come in questa immagine di una colonscopia virtuale, siano la stragrande maggioranza ma è da chiarire il fatto che questa lesione e il suo degenerare sono poi il risultato dell'immagine precedente.
La politica di identificazione e bonifica del colon ,a mezzo della polipectomia endoscopica è proprio lo strumento attraverso il quale, abbattere i tassi di sviluppo del Cancro del colon-retto.
Volendo quindi tirare le somme dobbiamo dire che:
La ricerca del sangue occulto delle feci è:
Il primo passo verso l'identificazione dei pazienti asintomatici a rischio di sviluppo neoplasticoChe da solo
non rappresenta però un bel niente se non è seguito dalla
Visita Colon-proctologica che ha lo scopo di identificare le malattie ano-rettali presenti nel paziente e che da sola è capace di identificare il 50% delle neoplasie del retto.
Infatti bisogna dire che, il 50% dlle neoplasie colon rettali si sviluppa entro i primi 5 cm del retto dal margine anale, ovvero quella porzione terminale del retto che si congiunge poi all'ano.
Quindi si comprende come,
EDAR ovvero L'esplorazione ano-rettale eseguita da operatori esperti permetta l'individuazione o l'esclusione di una fetta ragguardevole di quelle neoplasie a maggiore incidenza di sviluppo e che sono proprio quelle del retto terminale o retto basso!
Questo comporta anche che, l'identificazione precoce di una neoplasia in fase iniziale in questo distretto anatomico definito, impedisca poi l'attuazione di interventi demolitivi quale L'amputazione addomino-perineale "
Intervento di Miles"che prevede il confezionamento dell'ano preternaturale ovvero la colostomia definitiva, detto in soldoni "
il sacchetto nella pancia".
Perchè è bene dire che, la resezione Anteriore del Retto, ha dimostrato la stessa validità dell'amputaione addomino-perineale nel trattamento del tumore del retto basso o sottoperitoneale, ma a patto che la malattia non sia localmente avanzata.
Per tornare quindi al tema del post in oggetto, Ricerca del sangue occulto,visita proctologica e pancolonscopia sono gli strumenti attraverso i quali facciamo prevenzione e/o diagnosi.
Ma la positività della ricerca del sangue occulto significa Tumore?NO! Significa che esiste una perdita ematica che potrebbe essere causata da varie patologie tra le quali il tumore del colon-retto ma non esclusivamente.
Ma se soffro di emorroidi e ho eseguito il test del sangue nelle feci,la visita e la colonscopia e non risulta nulla posso evitare di operarmi di emorroidi?La scelta è personale, può convivere con la sua malattia emorroidaria ovviamente ricordandosi però che il test del sangue occulto diventerebbe sempre
FALSAMENTE posistivo grazie al sanguinamento emorroidario che non è solo quello vistoso del sangue nella tazza! ma anche quello
"occulto" da microlesione del gavocciolo.
E' utile eseguire i markers oncologici in pazienti asintomatici come test di prevenzione?NO!!! i marcatori Oncologici non hanno un ruolo nella prevenzione della malattia! Sono indicatori che devono essere utilizzati ed interpretati nel Follow-up dei pazienti con storia clinica di neoplasia e da soli non hanno alcun ruolo.
Quale intervento per il tumore del retto?Le opzioni chirurgiche per un cancro del retto definito “basso” possono essere diverse:
Pertanto, risulta fondamentale, eseguire un corretto Staging pre-operatorio ( Eco-trans rettale, RMN endoanale) ed una corretta valutazione delle condizioni cliniche e generali del paziente, e solo dopo, attuare la scelta terapeutica più valida, nel rispetto della radicalità oncologica e della qualità di vita del paziente. Oggi le indicazione alla amputazione addomino- perineale sono mutate rispetto al passato, infatti si riserva tale trattamento nei casi di infiltrazione delle strutture sfinteriali, documentate dalle indagini di staging o nel caso di incontinenza, dove il confezionamento di una colostomia definitiva risulta sicuramente più indicata vista la disfunzione di base.
L’introduzione delle suturatici meccaniche nella chirurgia colon-rettale Fain et al. nella metà degli anni 70, ha permesso interventi conservativi in un maggior numero di pazienti. E’ agli inizi del XIX secolo, il primo documentato tentativo di confezionare con un dispositivo meccanico, la continuità intestinale. Il susseguirsi degli sforzi nel realizzare uno strumentario meccanico, atto a tale scopo, è culminato nella disponibilità di tutte le sale operatorie del globo di presidi affidabili. Sulla spinta di queste tecnologie, nel rispetto della radicalità oncologica, molti chirurghi hanno realizzato interventi di resezione del retto con conservazione della funzione sfinteriale e confezionamento di anastomosi basse ed ultra basse, in particolar modo in pazienti con tumore del terzo inferiore del retto.
Di conseguenza il numero di amputazioni addomino-perineali è andato progressivamente riducendosi.
Gli studi dell’ultimo trentennio hanno definitivamente chiarito che a parità di stadio, grading e caratteristiche biologiche, la R.A. e l’APP sono equivalenti in termini di risultati, in quanto la recidiva è strettamente legata ad una inadeguata asportazione del tessuto periviscerale del retto ovvero il mesoretto.
Le suturatici hanno sicuramente segnato il passo, perché hanno reso possibile il confezionamento di anastomosi colo-rettali decisamente più basse e sicure di quanto non lo fossero, nei casi in cui fosse risultato possibile ed in mano a pochi chirurghi, le anastomosi manuali.
Ma tutto questo sforzo tecnico e culturale che è imprescindibile per il trattamento della malattia neoplastica, da solo rappresenterebbe ben poco senza una cultura di prevenzione oncologica.
Devo dire che gli sforzi che si compiono in ambito chirurgico e medico sono e saranno tanti.
Ma bisogna sottolineare che il cittadino è spesso troppo poco informato.
E' da lodare il lavoro eseguito dalle associazioni nazionali per la lotta ai tumori che divulgano le campagne di prevenzione sul territorio attraverso il lavoro dei volontari, ma tuuto ciò non basta.
Bisogna rendersi conto che l'unico modo di arrestare una malattia, che purtroppo INEVITABILMENTE colpisce una fetta della popolazione, è l'utilizzo dello strumento della prevenzione.
Ma la terapia del tumore del retto è solo chirurgica?
Si, la chirurgia è in atto capace di assicurare il 50% medio di sopravvivenza nei pazienti affetti da tale tumore ed è imprescindibile che l'atto chirurgico non può essere una variabile. La chirurgia Colon-Rettale nasce da un processo di formazione che è imprescindibile ed indispensabile. In paesi quali gli USA, esistono da tempo le Unità di CCR (chirurgia colon-rettale) che trattano sia la patologia neoplastica che quella benigna. In Italia,la formazione e questo bagaglio tecnico e culturale dovrebbe essere garantito all'interno del corso di formazione specialistica. Da 8 anni circa i centri di riferimento nazionale e gli istituti di ricerca clinica scientifica (IRCS) hanno, con grande sforzo inaugurato la formazione attraverso i Masters, dove molti chirurghi "A LORO SPESE" hanno potuto incrementare il loro bagaglio culturale e tecnico confrontandosi con realtà anche estere. L'approccio chirurgico è figlio di una corretta stadiazione della malattia. Nei casi di malattia localmente avanzata, l'approccio chirurgico viene demandato dopo l'utilizzo della Chemio-Radioterapia. Che hanno dimostrato valida efficacia in NEOADIUVANTE nel ridurre NON LA RECIDIVA LOCALE, ma capaci di attuare il Down-SIZE cioè la riduzione della malattia localmente e quindi di poter riservare ai pazienti interventi non demolitivi.
Vi è stata innovazione nella tecnica chirurgica?
L'innovazione chirurgica in verità coincide con la migliore conoscenza biologica della malattia tumore. Il più grande passo avanti è stato Il concetto di mesoretto fu portato alla ribalta nel 1982 quando Heald, Husband e Ryall presentano un primo lavoro dove veniva descritta la tecnica di escissione del mesoretto eseguita su 5 pazienti affetti da cancro del retto distale (T.E.M.). Heald, alla luce della sua esperienza, propose di eseguire l’asportazione in blocco di tale struttura nella terapia chirurgica del cancro del retto medio e distale, in ragione del fatto che, dopo tale trattamento la percentuale di recidive locali riscontrate si attestavano solo al 5% . Retto e mesoretto costituiscono quindi un' entità linfovascolare ben precisa che deve essere asportata en bloc senza creare discontinuità nella fascia mesorettale al fine di eseguire una exeresi oncologicamente radicale. Irisultati ottenuti da Heald attraverso la escissione totale del mesoretto (T.M.E ) con tassi di sopravvivenza in 5 anni ( 87% contro il 60% riportato in letteratura mondiale) e percentuali bassissime di recidive locoregionali pari al 3,7% a 4 anni contro il 30% della comunità scientifica. (Hida)
Il sacchetto nella pancia (colo o ileostomia) è indispensabile ancora o no?
Bisogna innazitutto chiarire due grandi aspetti:
Non tutti i pazienti PURTROPPO possono essere sottoposti ad una chirurgia conservativa degli sfinteri e quindi sono candidatiad una chirurgia demolitiva Amputazione addomino perineale e colostomia definitiva. Il motivo è che ancora OGGI! alcuni pazienti giungono all'osservazione del chirurgo in una fase troppo avanzata della malattia.
Per i pazienti candidati alla chirurgia conservativa "resezione anteriore del retto" il confezionamento "Temporaneo" della Ileostomia o colostomia (dipende dalle scuole) risulta essere un atto dovuto.
Quindi in conclusione come si sconfigge il tumore del retto:
Alcuni anni fa discutendo con un collega, cercavo il modo di creare un ACRONIMO per indicare brevemente le 3 regole d'oro da indicare.
Dopo tanto rimurginare ho coniugato "APC" che letto così sembra non dire nulla!
A = Attenzione
Attenzione a ciò che assumiamo con la dieta che deve essere sempre bilanciata, attenzione al sovrappeso, attenzione all'elevato consumo di proteine di alcool di tabacco e al basso consumo di frutta e verdure.
P= Prevenzione
La prevenzione inzia a 50 anni anche se personalmete non concordo con l'applicazione statistica di questa età, visto che quarantenni e trentenni sono stati miei pazienti. Ma a rigor di logica, usiamo la Prevenzione ovviamente anche prima! Ovviamente come: alterazione dell'alvo ( stipsi e diarrea improvvise) sanguinamento,dolore ano-rettale, familiarità per il tumore! è inutile sottolineare che se in famiglia il padre o la madre hanno sviluppato una neoplasia colica i figli debbano accendere la LAMPADINA! e attenzionare a se stessi il problema. Il test del sangue occulto nelle feci è rapido! ed utilissimo! Rivolgersi al Proctologo non è una possibilità! Fare una colonscopia a 50 anni non è andare al patibolo!
C= Cura
Curare il prorpio aspetto è una priorità! ma curare il corpo non lo è? Cura individua una serie di comportamenti che devono essere ben considerati. Quando purtroppo ci si ammala, la logica viene spiazzata dalla paura! E' in quel momento che tutti si è più suscettibili.
Curarsi oggi è possibile. La chirurgia è divenuta da demolitiva a conservativa, la medicina oncologica ha nuove terapie meno invalidanti che agiscono a livelli sempre più selettivi e senza i reliquati di un tempo, senza cioè quel disconfort tipico dei sintomi legati ai trattamenti antiblastici. La radioterapia ha affinato sempre più le metodiche risparmiando sempre di più il tessuto sano a scapito di quello malato.
Gli anni che verranno saranno sicuramente ricolmi di grandi novità e speranze per la cura dei tumori. Noi oggi però dobbiamo sforzarci nel far comprendere ai sani che il tumore si può prevenire ed ai malati che di tumore si può guarire.