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"Chirurgia Colon-Rettale e la Proctologia"

Due specialità che hanno ridefinito la prevenzione, la stadiazione e la cura di molte patologie dell'apparato digerente, della pelvi e dell'ano.

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martedì 3 novembre 2009

Ruolo diagnostico dell’ecografia-ecocolordoppler

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Le malattie epatiche presentano un ampio spettro di gravità e di sintomatologia, senza una stretta correlazione tra le due.
Il laboratorio in alcune situazioni può essere diagnostico, in altre è di minore utilità.
L’imaging rappresenta pertanto un punto chiave nella diagnostica epatologica, in particolare con l’avvento dell’era ecografica.
L’ecografia infatti, grazie alla sua:
· non-invasività
· diffusione
· bassi costi
risulta essere la prima indagine eseguita in caso di sospetto problema epatico, riservando alle altre
metodiche le eventuali fasi successive. Non si può poi dimenticare come esami eseguiti per motivi diversi o per nessun motivo portino spesso al riscontro casuale di alterazioni epatiche che a volte portano fuori strada anche il medico curante. Il presupposto è quello di considerare l’ecografia come esame di primo livello,in base al quale impostare successivi approfondimenti .
Di sicuro , l’ecografia rimane la metodica diagnostica che non prevede tempi d’attesa da capogiro
(almeno se si considera l’ambito privato!!).

Il problema è di razionalizzare l’iter diagnostico sia per gli operatori che per i fruitori, al fine di migliorare l’efficacia diagnostica evitando lo sperpero di denaro ed inutili angosce per il paziente.

Dato il notevole incremento anche in Italia dei tumori epatici primitivi (HCC) e delle lesioni metastatiche epatiche secondarie ad altri tumori( soprattutto carcinomi colo-rettali e al seno), mi soffermerò sul ruolo diagnostico della tecnica ecografica nella loro individuazione.

L'epatocarcinoma mostra una grande diversità negli aspetti rilevabili mediante tecniche per immagine, riflettendo in questo la variabilità di presentazione sia a livello macroscopico che microscopico. La diagnosi è particolarmente difficile per l'associazione della neoplasia con la cirrosi epatica. Espressioni nodulari tipiche della cirrosi, quali il nodulo displasico, possono infatti simulare la presenza di un tumore in stadio iniziale.
Uno degli aspetti più importanti per la diagnosi differenziale, che può essere analizzato in modo accurato dalle tecniche per immagine, è la tipologia della vascolarizzazione. Nella transizione da nodulo di rigenerazione, a nodulo displasico a basso grado, a nodulo displasico ad alto grado, ad epatocarcinoma, esiste infatti una progressiva scomparsa degli spazi portali associata allo sviluppo di un neocircolo arterioso. Tale ipervascolarizzazione arteriosa costituisce l'elemento chiave per la diagnosi di epatocarcinoma mediante tecniche per immagine.
L'applicazione delle tecnologie color e power Doppler consente frequentemente di svelare i segni diretti ed indiretti della tipica ipervascolarizzazione tumorale, solitamente inversamente proporzionale al grado di differenziazione della neoplasia, e costituita da strutture vascolari che appaiono particolarmente numerose alla periferia delle lesioni nodulari, con decorso irregolare e pareti sottili prive di una tunica muscolare. Si possono così spesso dimostrare vasi ampi e tortuosi che circondano la lesione con aspetti "basket-like", o segni d'invasione con infiltrazione e/o trombosi venose neoplasticheQuesto tipo di vascolarizzazione neoplastica si differenzia notevolmente da quello delle lesioni benigne che, pur con caratteristiche diverse e talvolta tipiche, presentano costantemente una notevole "regolarità".
L’ esame Doppler ci consente dunque una valutazione morfologica del fegato e della milza ,una valutazione funzionale della vena porta (diametro a.p.>12mm) ,della v.splenica (diametro a.p.>10mm), di eventuali circoli collaterali ,dell'ascite, versamenti liberi in cavità addominale superiore (periepatica e perisplenica) e inferiore (scavo del Douglas).
L'esame si completa quindi con lo studio di:
· distribuzione dei flussi che appaiono normalmente epatopeti (direzionati verso il fegato) nell'asse portale ed epatofughi (in allontanamente dal fegato) a livello delle sovraepatiche.
· presenza di turbolenze del segnale o l'assenza di segnale vascolare in presenza di trombosi parziali o complete dell'asse spleno-portale o delle sue diramazioni intraepatiche.
· studio dell'arteria epatica (a livello della biforcazione sui rami portali di sinistra, indici di resistenza patologici >0.70),
· dell'arteria splenica (indici di resistenza normali <0.60),
Dunque meno TAC e RMN e più ecografia in prevenzione primaria e secondaria!!
Testo gentilmente concesso dalla Dr.ssa Morsellino M.C.

sabato 19 settembre 2009

Influenza A/H1N1

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L'Ufficio Stampa del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha emesso un comunicato (n. 381) relativo alla ordinanza, firmata oggi, dal sottosegretario Ferruccio Fazio recante "Misure urgenti in materia di profilassi vaccinale dell'ifluenza pandemica A/H1N1". Con questo provvedimento il ministero ha individuato le categorie di persone alle quali è diretta la vaccinazione antinfluenzale a partire dal momento della effettiva disponibilità del vaccino, la cui consegna è prevista per il periodo compreso tra il 15 ottobre e il 15 novembre. L'obiettivo è la copertura di almeno il 40% della popolazione residente in Italia. L'ordine di priorirtà è dunque rivolta in prima istanza a:- persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa: personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurino i servizi pubblici essenziali; i donatori di sangue periodici;- donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza;- persone a rischio, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni;- persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzata dall’EMEA o delle indicazioni che verranno fornite dal Consiglio Superiore di Sanità;- persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti. Vengono comunque ritenute persone a rischio le persone affette da:- malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO;- malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite;- diabete mellito e altre malattie metaboliche; malattie renali con insufficienza renale;- malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;- neoplasie;- gravi epatopatie e cirrosi epatica;- malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi;- immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;- malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale;- patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari;- obesità con Indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti;- condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati.
Fonte www.Medpress.it

venerdì 7 novembre 2008

Stitichezza…..Lassativi……e la beffa!

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Guardando questa immagine,molti potrebbero sorridere,ma ad una buona fetta di persone, potrebbe far riflettere e ritrovarsi. Si stima che il problema "STISPI"appartenga al 10-15% della popolazione generale adulta ed il 3-10% della popolazione pediatrica! (American College Gastroenterology Crhonic Costipation Task Force 2005 )
Ma chi si definisce Stiptico? Negli anni, tantissime sono state le definizioni, come un numero inadeguato di defecazioni settimanali (inferiore alle 2-3 volte la settimana)
Ma la definizione che a mio modesto avviso, rappresenta bene questo quadro clinico è quella del Prof. Bazzocchi:

"La Stipsi é un sintomo, con il quale il paziente denuncia una Insoddisfazione per la propria evacuazione."



E mi permetto di aggiungere a questa definizione una nota: "che si riflette anche pesantemente nella qualità della vita del paziente"
Eppure,i pazienti spesso o Sovrastimano o addirittura Sottostimano il problema!
Pertanto è davvero importante capire Chi è il paziente che soffre di stipsi? capire cosa egli intenda con tale termine. Per un folto numero di individui la mancata evacuazione quotidiana delle feci è definita dal paziente come stipsi. (ndr Oserei dire il 70% dei pazienti) Ma è anche vero, specialmente nelle giovani donne, casi in cui l’evacuazione é rara, avviene cioè ogni 4,6,8, addirittura 20 giorni!
Proprio per questa difficoltà nell'inquadrare il paziente e la soggettiva variabilità della percezione del problema, si è cercato di definire in modo oggettivo il problema, utilizzando alcuni criteri per definire meglio il concetto di stipsi:


Presenza di almeno due dei seguenti segni per almeno tre mesi, senza prendere lassativi:
» Sforzo eccessivo alla defecazione almeno una volta su quattro;


» Sensazione di evacuazione incompleta almeno una volta su quattro;


» Presenza di feci piccole e/o dure almeno una volta su quattro;


» Meno di tre evacuazioni a settimana.


Ma quali sono le cause di tanto soffrire?


Analizziamo brevemente alcuni quadri TIPICI:

  • Rallentato transito ( patologie del muscolo liscio, neuropatie)
  • Sindromi ostruttive ( Patologie del canale anale) o disenergia del pavimento pelvico
  • IBS

Attenzione però a queste cause organiche si associano altre cause quali:
  • Gravidanza
  • assunzione di farmaci
  • Disturbi del Sistema nervoso centrale
  • Fenomeni transitori
  • scorretta dieta
  • mancata idratazione
  • alterazioni idroelettrolitiche
  • Interventi chirurgici
  • immobilizzazione
  • Disfunzioni tiroidee ( iper-ipotiroidismo)
  • Depressione

Insomma la lista non è completa, ma come si comprenderà, le cause possono essere varie.Un aspetto poco, valutato è l'assunzione di farmaci. E' spesso sottostimato, il fattore cocktail che molti pazienti attuano.

I farmaci antinfiammatori non steroidei, (il mio amico Gregory ne consuma a quintali) possono causare stipsi, così come alcuni farmaci antiacidi contenenti magnesio ed alluminio, i farmaci antidepressivi,i beta-bloccanti,i diuretici, gli antiparchinsoniani etc etc.

Fatte queste dovute premesse, non rimane che parlare dell'approccio al paziente dal punto di vista clinico e strumentale, ma prima di intreprendere questa via, voglio rivolgere la mia attenzione, a quella popolazione di pazienti PURGA DIPENDENTI!

Si proprio a voi, figli della tisana, delle prugne,e dei decotti,della bottiglietta di lassativo nascosta nell'armadietto!
Nei giorni scorsi, ho risposto ad una richiesta di consulto, giunta sulla mia e-mail, che poi mi ha spinto a scrivere di stipsi e terapie fai da te!
Pochi conoscono gli effetti dell'uso cronico delle purghe! e di quale beffa possono essere la causa!
Attenzione! mi riferico a quella quota di pazienti che, sono purga dipendente da molti anni!
Mi riferisco alla "MELANOSI COLICA" che NON E' UNA PRECANCEROSI! ma una pigmentazione scura che si rileva durante esame colonscopico e che è REVERSIBILE! ( basta smettere con i catartici) spesso associati all'assunzione della SENNA ( Antrachinonici vegetali) o della Fenolftaleina.
Ma a quale beffa mi riferivo, parlanado di lassativi?
L'atonia Colica, ovvero l'arresto dell'onda propulsiva peristaltica, che serve proprio a far uscire dal nostro intetsino le feci.
Quindi, attenzione alle terapie fai da te, spesso iniziate da giovani donne per perdere quel chiletto in più in modo rapido! O al paziente anziano, immobilizzato a letto che senza tisana non si scarica.
Ma torniamo alla diagnostica della stipsi. La colonscopia, NON TROVA ALCUNA INDICAZIONE NELLA DIAGNOSTICA DELLA STIPSI, a meno che non vi sia il sospetto clinico di una condizione morbosa specisfica ( ricerca di polipi o neoplasie coliche).
Le armi a nostra disposizione sono:


  1. Studio del tempo di transito
  2. Defecografia
  3. Manometria

Tale pattern clinico-strumentale, deve essere sempre preceduto da una valutazione colon-proctologica e sono considerati sensibili e specifici per la definizione dele alterazioni anatomo-funzionali, del tratto gastro-enterico.

Quindi, prima di parlare di stipsi........aspettiamo un momento!






venerdì 17 ottobre 2008

Il 2008 l'anno della prevenzione del tumore del colon e retto

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Il tumore del colon retto statisticamente rappresenta la seconda causa di mortalità per neoplasia sia nei maschi, dopo quello del polmone, sia nelle donne, dopo quello della mammella.
Questo tipo di neoplasia è particolarmente idoneo per un efficace programma di screening giacché è caratterizzato da una crescita lenta ed è altresì caratterizzato da una sequenza cronologica attraverso il passaggio da adenoma o da polipo a lesione tumorale che è in media di 10 anni.
Attualmente la diagnosi precoce dei tumori del colon retto viene eseguita mediante la ricerca periodica del sangue occulto nelle feci e l’esecuzione di esami strumentali quali la rettosigmoidoscopia e la colonscopia.Quest’ultimo rappresenta il test più efficace e più sensibile ma è anche il più invasivo, il più sgradito al paziente e il più costoso: questi elementi hanno contribuito a limitarne l’utilizzo come test di screening di massa.
Negli ultimi anni si sono ricercate e perfezionate nuove tecniche di imaging radiologico integrato in grado di ottimizzare la valutazione del colon e del retto: sono così nate la Colonscopia Virtuale e, ultima aggiunta tecnologia,particolarmente efficace, la Colonscopia Virtuale con valutazione Cad-Colon (Computer Assisted Detection).
Cad-Colonrappresenta l’ultimo e più sofisticato sviluppo della Colonscopia Virtuale, tendente al miglioramento ed alla drastica riduzione dei limiti oggettivi della stessa; è rappresentato da un software in grado di identificare autonomamente ed automaticamente le formazioni endoluminali polipoidi. Tale software utilizza criteri di classificazione basate sulla morfologia della superficie del colon e sui valori di attenuazione densitometrica.
Negli studi sperimentali eseguiti sia in laboratorio ma anche su popolazioni reali il Cad-Colon ha dimostrato degli ottimi risultati in termini di sensibilità per l’identificazione di polipi clinicamente significativi (>10mm) con un ragionevolmente basso numero di falsi positivi.Per questo motivo si considera che il Cad-Colon possa essere utilizzato come “secondo lettore” in grado di coadiuvare e cooperare con il radiologo nella ricerca di forme preneoplastiche del colon.
Lo stato dell’arte in letteratura ha evidenziato una sensibilità della metodica compresa tra il 92 e il 94% per le lesioni comprese tra i 6 e 10 mm.
A tale proposito è opportuno riportare i recenti ed allarmanti dati sulla diffusione del carcinoma del colon retto che stabiliscono che circa il 50% della popolazione mondiale è portatrice di polipi del colon che aumentano progressivamente con l’aumentare dell’età.Istologicamente si possono definire due tipi di polipi: iperplasici ed adenomatosi.I primi non si trasformano in carcinoma rappresentando il 50% dei polipi inferiori ai 5 mm ed il 30% dei polipi tra i 6 e i 9 mm, mentre i secondi si trasformano in carcinomi presentando un rischio correlato alle loro dimensioni.
L’insorgenza dell’adenocarcinoma è stato stimato pari all’1% nei polipi adenomatosi con dimensioni inferiori ai 10 mm e pari al 10% con quelli con dimensioni tra l’1 e i 2 cm, nonché pari al 40% in quelli con dimensioni superiori ai 2 cm.
E’ quindi opinione comune che debbano essere resecati i polipi di dimensioni superiori ad 1 cm (denominati “advanced adenoma”) quelli quindi che presentano una maggiore probabilità di degenerazione neoplastica. E’ intuitiva l’importanza della Colonscopia Virtuale Cad-Colon che è in grado di identificare il 100% delle lesioni superiori al cm.
E’ stato calcolato che l’identificazione precoce di queste lesioni sarebbe in grado di ridurre l’incidenza del tumore del colon retto dal 76% al 90% nell’intera popolazione.
La Colonscopia Virtuale eseguita con CAD Colon mostra i benefici della metodica non invasiva ed in più assicura livelli di accuratezza del tutto paragonabili alla Colonscopia tradizionale, semplifandone la fase di preparazione aumentandone il livello di tolleranza da parte del paziente. Per queste ragioni al termine dell’esame, è possibile riprendere le normali attività giornaliere.
L’ESAME NON INVASIVO CHE TI SALVA LA VITA

giovedì 26 giugno 2008

Il Tumore del Retto: Diagnosi,Stadiazione e Terapia

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Le Neoplasie del colon-retto, rappresentano una delle principali cause di morbosità e mortalità per neoplasia in tutti i paesi occidentali ad alto sviluppo tecnologico. In Italia, si stima una incidenza di 35-40.000 nuovi casi l'anno; muoiono a causa della malattia ogni anno circa 18.000 persone,con una mortalità più elevata nell'Italia centro-settentrionale, quelli più bassi nel meridione e nelle isole. Negli ultimi decenni in Italia, come in gran parte dell'Europa, i trend di mortalità sono stati più favorevoli per le donne e il rapporto di mortalità tra sessi (M/F) per il tumore dell'intestino è sistematicamente cresciuto da 1,2 negli anni '50 fino ad arrivare a 1,5 negli anni '90. La terapia chirurgica dei tumori del colon – retto continua ad essere una sfida, nonostante gli indubbi progressi intervenuti negli anni e le importanti acquisizioni che hanno avuto un forte incremento nel corso dell’ultimo ventennio, grazie a diversi fattori:

Il progredire delle conoscenze sulle modalità di diffusione del cancro del retto.
L’asportazione totale del mesoretto ( T.M.E. ) che ha ridotto drasticamente il tasso di recidive locali, aumentando quindi, la sopravvivenza.
Purtroppo però, la sensibilizzazione del cittadino,in Italia, verso il problema della "Prevenzione" è davvero poco stimolata. Vuoi perchè i sintomi iniziali della malattia neoplastica del colon-retto, sono spesso sovrapponibili alla più diffusa malattia emorroidaria (sanguinamento) con conseguente sottostima degli eventi, vuoi perchè in Italia non si è mai sviluppata una cultura Colonproctologica,per cui spesso il cittadino non riesce ad identificare quella figura professionale , che si occupa delle patologie ano-rettali e si abbandona a terapie mediche "Da Banco" e quindi di facile reperibilità credendo di saper e poter risolvere il suo malanno. A tutto ciò bisogna anche aggiungere l'intima paura del cittadino a sottoporsi ad esami endoscopici, vissuti come un momento fortemente traumatico, e per le modalità di preparazione intestinale ( uso di forti lassativi) ma anche, e per la paura di dover soffrire dolori lancinanti durante l'esecuzione della metodica, ma purtroppo bisogna anche sottolineare per l'intasamento delle liste d'attesa dei centri di Endoscopia Digestiva con tempi spesso infiniti prima di eseguire l'esame.
Comunque sia, resta oggi difficile far comprendere ad un/una paziente che ha compiuto il 50° anno d'età,che il Test del sangue occulto delle feci, la visita colon-proctologica e l'esame endoscopico tradizionale o Vitual siano strumenti utili ed efficaci per:

1)Abbattere i tassi d'incidenza di neoplasie in fase avanzata
2)Aumentare consensualmente grazie al punto 1 i tassi di sopravvivenza nei pazienti affetti da neoplasia del colon-retto, grazie alla loro precoce identificazione e trattamento.

Se il tema è culturale, allora la divulgazione di questo bagaglio deve essere dalle istituzioni, quanto più diffuso nel territorio, investendo le figure professionali a vari livelli:
Medico di medicina generale -->Specialista in colon-proctologia--> Specialista in endoscopia digestiva .Questa catena ha però come punto debole:


1) La mancata informazione del cittadino sulle campagne di prevenzione nel territorio.

2) La sottostima dell'utente dei sintomi quali il sanguinamento a cui si riconduce sempre in automatico la malattia emorroidaria.

3) la mancata comunicazione al Medico di medicina generale dei sintomi

4) la mancata conoscenza delle figure professionali ( colon-proctologo? "questo sconosciuto")

5) le lunghe liste d'attesa per eseguire gli esami endoscopici.

Inutile aggiungere, che questa lista potrebbe, o meglio,è incompleta ma qualunque sia la causa l'effetto purtroppo è lo stesso: Il ratirdo diagnostico e l'aumento dei tassi di malattia neoplastica in fase avanzata.

Se riuscissi davvero nell'intento, sarei il primo a farmi i complimenti,spero pertanto di riuscire una volta e per tutte a chiarire che il SANGUE emesso dall'ano NON E' MAI FISIOLOGICO! E' il sintomo di un disturbo, come ad esempio la malattia emorroidaria, che è lo specchietto per le allodole, di quel modo di pensare per cui, Sangue=Emorroidi --> NO PROBLEM!

NO! non è così.


Nei paesi Anglosassoni, la cultura colon-proctologica è ben radicata, grazie anche al fatto che parlare di emorroidi non è così scandaloso come in Italia. I pazienti Inglesi al primo sintomo qualunque esso sia, interpellano lo specialista ed affrontano la correzione della malattia emorroidaria se è presente.
La correzione della malattia emorroidaria, ha un duplice effetto:

1) correggere la malattia

2) Abbattere SENSIBILMENTE le cause di SANGUINAMENTO inducendo quindi il paziente ad una precoce attenzione verso il sintomo e quindi verso la causa!


Quale ad esempio la seguente, una neoplasia del colon, che non stenotizza ( non occlude) il lume dell'organo, che si è manifestata con Sanguinamento e riduzione della Sideremia (ferro) e che il paziente riconduceva alla vecchia di 20 anni malattia Emorroidaria.
Che nessuno creda che questa sia solo una casualità, nelle storie cliniche dei pazienti di queste casualità abbiamo archivi pieni. E' ovvio che lo scopo della prevenzione è abbattere questi casi.


Inutile sottolineare che, il riscontro di lesioni Polipoidi ,come in questa immagine di una colonscopia virtuale, siano la stragrande maggioranza ma è da chiarire il fatto che questa lesione e il suo degenerare sono poi il risultato dell'immagine precedente.
La politica di identificazione e bonifica del colon ,a mezzo della polipectomia endoscopica è proprio lo strumento attraverso il quale, abbattere i tassi di sviluppo del Cancro del colon-retto.


Volendo quindi tirare le somme dobbiamo dire che:
La ricerca del sangue occulto delle feci è:
Il primo passo verso l'identificazione dei pazienti asintomatici a rischio di sviluppo neoplastico
Che da solo non rappresenta però un bel niente se non è seguito dalla Visita Colon-proctologica che ha lo scopo di identificare le malattie ano-rettali presenti nel paziente e che da sola è capace di identificare il 50% delle neoplasie del retto.
Infatti bisogna dire che, il 50% dlle neoplasie colon rettali si sviluppa entro i primi 5 cm del retto dal margine anale, ovvero quella porzione terminale del retto che si congiunge poi all'ano.
Quindi si comprende come, EDAR ovvero L'esplorazione ano-rettale eseguita da operatori esperti permetta l'individuazione o l'esclusione di una fetta ragguardevole di quelle neoplasie a maggiore incidenza di sviluppo e che sono proprio quelle del retto terminale o retto basso!
Questo comporta anche che, l'identificazione precoce di una neoplasia in fase iniziale in questo distretto anatomico definito, impedisca poi l'attuazione di interventi demolitivi quale L'amputazione addomino-perineale " Intervento di Miles"che prevede il confezionamento dell'ano preternaturale ovvero la colostomia definitiva, detto in soldoni "il sacchetto nella pancia".
Perchè è bene dire che, la resezione Anteriore del Retto, ha dimostrato la stessa validità dell'amputaione addomino-perineale nel trattamento del tumore del retto basso o sottoperitoneale, ma a patto che la malattia non sia localmente avanzata.
Per tornare quindi al tema del post in oggetto, Ricerca del sangue occulto,visita proctologica e pancolonscopia sono gli strumenti attraverso i quali facciamo prevenzione e/o diagnosi.

Ma la positività della ricerca del sangue occulto significa Tumore?

NO! Significa che esiste una perdita ematica che potrebbe essere causata da varie patologie tra le quali il tumore del colon-retto ma non esclusivamente.

Ma se soffro di emorroidi e ho eseguito il test del sangue nelle feci,la visita e la colonscopia e non risulta nulla posso evitare di operarmi di emorroidi?

La scelta è personale, può convivere con la sua malattia emorroidaria ovviamente ricordandosi però che il test del sangue occulto diventerebbe sempre FALSAMENTE posistivo grazie al sanguinamento emorroidario che non è solo quello vistoso del sangue nella tazza! ma anche quello "occulto" da microlesione del gavocciolo.

E' utile eseguire i markers oncologici in pazienti asintomatici come test di prevenzione?

NO!!! i marcatori Oncologici non hanno un ruolo nella prevenzione della malattia! Sono indicatori che devono essere utilizzati ed interpretati nel Follow-up dei pazienti con storia clinica di neoplasia e da soli non hanno alcun ruolo.

Quale intervento per il tumore del retto?

Le opzioni chirurgiche per un cancro del retto definito “basso” possono essere diverse:
Pertanto, risulta fondamentale, eseguire un corretto Staging pre-operatorio ( Eco-trans rettale, RMN endoanale) ed una corretta valutazione delle condizioni cliniche e generali del paziente, e solo dopo, attuare la scelta terapeutica più valida, nel rispetto della radicalità oncologica e della qualità di vita del paziente. Oggi le indicazione alla amputazione addomino- perineale sono mutate rispetto al passato, infatti si riserva tale trattamento nei casi di infiltrazione delle strutture sfinteriali, documentate dalle indagini di staging o nel caso di incontinenza, dove il confezionamento di una colostomia definitiva risulta sicuramente più indicata vista la disfunzione di base.
L’introduzione delle suturatici meccaniche nella chirurgia colon-rettale Fain et al. nella metà degli anni 70, ha permesso interventi conservativi in un maggior numero di pazienti. E’ agli inizi del XIX secolo, il primo documentato tentativo di confezionare con un dispositivo meccanico, la continuità intestinale. Il susseguirsi degli sforzi nel realizzare uno strumentario meccanico, atto a tale scopo, è culminato nella disponibilità di tutte le sale operatorie del globo di presidi affidabili. Sulla spinta di queste tecnologie, nel rispetto della radicalità oncologica, molti chirurghi hanno realizzato interventi di resezione del retto con conservazione della funzione sfinteriale e confezionamento di anastomosi basse ed ultra basse, in particolar modo in pazienti con tumore del terzo inferiore del retto.
Di conseguenza il numero di amputazioni addomino-perineali è andato progressivamente riducendosi.
Gli studi dell’ultimo trentennio hanno definitivamente chiarito che a parità di stadio, grading e caratteristiche biologiche, la R.A. e l’APP sono equivalenti in termini di risultati, in quanto la recidiva è strettamente legata ad una inadeguata asportazione del tessuto periviscerale del retto ovvero il mesoretto.
Le suturatici hanno sicuramente segnato il passo, perché hanno reso possibile il confezionamento di anastomosi colo-rettali decisamente più basse e sicure di quanto non lo fossero, nei casi in cui fosse risultato possibile ed in mano a pochi chirurghi, le anastomosi manuali.
Ma tutto questo sforzo tecnico e culturale che è imprescindibile per il trattamento della malattia neoplastica, da solo rappresenterebbe ben poco senza una cultura di prevenzione oncologica.
Devo dire che gli sforzi che si compiono in ambito chirurgico e medico sono e saranno tanti.
Ma bisogna sottolineare che il cittadino è spesso troppo poco informato.
E' da lodare il lavoro eseguito dalle associazioni nazionali per la lotta ai tumori che divulgano le campagne di prevenzione sul territorio attraverso il lavoro dei volontari, ma tuuto ciò non basta.
Bisogna rendersi conto che l'unico modo di arrestare una malattia, che purtroppo INEVITABILMENTE colpisce una fetta della popolazione, è l'utilizzo dello strumento della prevenzione.
Ma la terapia del tumore del retto è solo chirurgica?
Si, la chirurgia è in atto capace di assicurare il 50% medio di sopravvivenza nei pazienti affetti da tale tumore ed è imprescindibile che l'atto chirurgico non può essere una variabile. La chirurgia Colon-Rettale nasce da un processo di formazione che è imprescindibile ed indispensabile. In paesi quali gli USA, esistono da tempo le Unità di CCR (chirurgia colon-rettale) che trattano sia la patologia neoplastica che quella benigna. In Italia,la formazione e questo bagaglio tecnico e culturale dovrebbe essere garantito all'interno del corso di formazione specialistica. Da 8 anni circa i centri di riferimento nazionale e gli istituti di ricerca clinica scientifica (IRCS) hanno, con grande sforzo inaugurato la formazione attraverso i Masters, dove molti chirurghi "A LORO SPESE" hanno potuto incrementare il loro bagaglio culturale e tecnico confrontandosi con realtà anche estere. L'approccio chirurgico è figlio di una corretta stadiazione della malattia. Nei casi di malattia localmente avanzata, l'approccio chirurgico viene demandato dopo l'utilizzo della Chemio-Radioterapia. Che hanno dimostrato valida efficacia in NEOADIUVANTE nel ridurre NON LA RECIDIVA LOCALE, ma capaci di attuare il Down-SIZE cioè la riduzione della malattia localmente e quindi di poter riservare ai pazienti interventi non demolitivi.
Vi è stata innovazione nella tecnica chirurgica?
L'innovazione chirurgica in verità coincide con la migliore conoscenza biologica della malattia tumore. Il più grande passo avanti è stato Il concetto di mesoretto fu portato alla ribalta nel 1982 quando Heald, Husband e Ryall presentano un primo lavoro dove veniva descritta la tecnica di escissione del mesoretto eseguita su 5 pazienti affetti da cancro del retto distale (T.E.M.). Heald, alla luce della sua esperienza, propose di eseguire l’asportazione in blocco di tale struttura nella terapia chirurgica del cancro del retto medio e distale, in ragione del fatto che, dopo tale trattamento la percentuale di recidive locali riscontrate si attestavano solo al 5% . Retto e mesoretto costituiscono quindi un' entità linfovascolare ben precisa che deve essere asportata en bloc senza creare discontinuità nella fascia mesorettale al fine di eseguire una exeresi oncologicamente radicale. Irisultati ottenuti da Heald attraverso la escissione totale del mesoretto (T.M.E ) con tassi di sopravvivenza in 5 anni ( 87% contro il 60% riportato in letteratura mondiale) e percentuali bassissime di recidive locoregionali pari al 3,7% a 4 anni contro il 30% della comunità scientifica. (Hida)
Il sacchetto nella pancia (colo o ileostomia) è indispensabile ancora o no?
Bisogna innazitutto chiarire due grandi aspetti:
Non tutti i pazienti PURTROPPO possono essere sottoposti ad una chirurgia conservativa degli sfinteri e quindi sono candidatiad una chirurgia demolitiva Amputazione addomino perineale e colostomia definitiva. Il motivo è che ancora OGGI! alcuni pazienti giungono all'osservazione del chirurgo in una fase troppo avanzata della malattia.
Per i pazienti candidati alla chirurgia conservativa "resezione anteriore del retto" il confezionamento "Temporaneo" della Ileostomia o colostomia (dipende dalle scuole) risulta essere un atto dovuto.
Quindi in conclusione come si sconfigge il tumore del retto:
Alcuni anni fa discutendo con un collega, cercavo il modo di creare un ACRONIMO per indicare brevemente le 3 regole d'oro da indicare.
Dopo tanto rimurginare ho coniugato "APC" che letto così sembra non dire nulla!
A = Attenzione
Attenzione a ciò che assumiamo con la dieta che deve essere sempre bilanciata, attenzione al sovrappeso, attenzione all'elevato consumo di proteine di alcool di tabacco e al basso consumo di frutta e verdure.
P= Prevenzione
La prevenzione inzia a 50 anni anche se personalmete non concordo con l'applicazione statistica di questa età, visto che quarantenni e trentenni sono stati miei pazienti. Ma a rigor di logica, usiamo la Prevenzione ovviamente anche prima! Ovviamente come: alterazione dell'alvo ( stipsi e diarrea improvvise) sanguinamento,dolore ano-rettale, familiarità per il tumore! è inutile sottolineare che se in famiglia il padre o la madre hanno sviluppato una neoplasia colica i figli debbano accendere la LAMPADINA! e attenzionare a se stessi il problema. Il test del sangue occulto nelle feci è rapido! ed utilissimo! Rivolgersi al Proctologo non è una possibilità! Fare una colonscopia a 50 anni non è andare al patibolo!
C= Cura
Curare il prorpio aspetto è una priorità! ma curare il corpo non lo è? Cura individua una serie di comportamenti che devono essere ben considerati. Quando purtroppo ci si ammala, la logica viene spiazzata dalla paura! E' in quel momento che tutti si è più suscettibili.
Curarsi oggi è possibile. La chirurgia è divenuta da demolitiva a conservativa, la medicina oncologica ha nuove terapie meno invalidanti che agiscono a livelli sempre più selettivi e senza i reliquati di un tempo, senza cioè quel disconfort tipico dei sintomi legati ai trattamenti antiblastici. La radioterapia ha affinato sempre più le metodiche risparmiando sempre di più il tessuto sano a scapito di quello malato.
Gli anni che verranno saranno sicuramente ricolmi di grandi novità e speranze per la cura dei tumori. Noi oggi però dobbiamo sforzarci nel far comprendere ai sani che il tumore si può prevenire ed ai malati che di tumore si può guarire.

mercoledì 18 giugno 2008

La ricerca del sangue occulto nelle feci...un piccolo gesto che può salvare una vita.

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Qualche lettore dei precedenti post, mi ha inviato una e-mail dal gusto amaro. "Bastavano 10 minuti e forse non sarei ridotto così!" Il tema è la prevenzione! Solo 10 minuti e sconfiggere il tumore si può! La ricerca del sangue occulto nelle feci è ancora oggi un mezzo validissimo nella prevenzione del tumore del colon-retto. In Italia grazie al lavoro di molti volontari, centri quali la Lega Italiana contro i Tumori, l'Associazione Italiana Ricerca sul Cancro permettono di eseguire il test rapidamente e in alcuni centri è possibile essere sottoposti a visita specialistica.
Non so quante volte ripetere che il sanguinamento anale, non è fisiologico e che il test del sangue occulto ed una visita proctologica potrebbero salvare una vita.
Hei! dico a te che leggi queste pagine! Si egoista solo 1 minuto! Rifletti sulla vera grande ricchezza che hai "la tua salute"! getta via i falsi pudori! Fai il test! e se risulta positivo non tremare! Esegui la visita e la pancolonscopia! Prova anche tu, come fanno già altri, a battere sul tempo quel nemico silente e qualche volta implacabile che si chiama TUMORE!

giovedì 12 giugno 2008

La Sanità Italiana: tra eccellenze e vergogne.

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Non si può non ascoltare, non si può non vedere, non si può essere indiffreneti alle notizie che giungono dai mezzi di comunicazione e che riguardano gli ultimi scandali che ancora di più mortificano la nostra professione. E' ovvio che mi riferisco alla nota vicenda della clinica Milanese, al centro delle indagini della Magistratura e che rappresenta per tutti i medici una vergogna. Innanzitutto, desidero da medico sottolineare come, mi risulti impossibile pensare, che qualcuno che fa la nostra professione, possa davvero aver compiuto ciò che dalla prime indagini, sembra essere emerso. Se è così che Dio li perdoni (lui può) perchè non credo che tutti gli altri lo faranno mai. Milano rappresenta per la mia vita professionale qualcosa d' importante. Grazie al mio maestro,al quale devo davvero molto dal punto di vista professionale che umano, dicevo, grazie a lui, durante un congresso proprio a Milano, mi fu proposto di frequentare l'Istituto Nazionale dei Tumori, luogo nel quale sono cresciuto e dove ho tanti altri maestri ed amici. Partire da Palermo, da un città dove hai tutto, famiglia, affetti e trasferirti in una nuova realtà , nuovo ambiente di lavoro non è molto facile, ma vi assicuro che dopo i primi tempi difficoltà ed adeguamento, tutto poi cambia.
Ho lasciato professionisti seri ed ho trovato professionisti seri, quindi già ero fortunato!
Gli anni trascorsi forse non sono tanti, ma non credo che si respiri più la stessa aria di 12 anni fa.
Milano, cuore pulsante della cultura medica, realtà professionali prese a modello e alle quali riferirsi come ARKE', prototipo perfetto.
Ed ora? qualcuno scrive 16,alcuni 12 cliniche Milanesi sotto inchiesta e per le stesse tipologie di reato! Cosa succede!? Che un virus letale stia colpendo la classe medica e l'epicentro di questa epidemia è Milano? No, non credo. Ho il timore che questo scoperchiato sia un piccolo vasetto! e temo che per la nostra professione il fango stia per levarsi come uno Tzunami! Se il vero primum movens delle aziende sanitarie ( quindi Pubblico e Privato) sarà l'abbattimento delle spese e il bilancio in positivo una grande fetta di pazienti potrebbe trovarsi tagliata fuori! Ma la Sanità in Italia non è sempre presa come modello di eccellenza per il fatto che a tutti i cittadini è garantito l'accesso alle cure nel rispetto del bene maggiore! ovvero della salute? Vogliamo copiare il modello Americano? Ovvero no polizza no cura? Bene DITELO chiaro e tondo! Cittadini, ITALIANI, fatevi le polizze o pagherete di tasca vostra! Ma se è questo il futuro, allora una coorte di Medici devono scendere in piazza! e chiedere di essere ammessi nel mondo dell'eguaglianza!
Borsisti, ricercatori,precari ghettizzati perchè si Medici, ma non di ruolo! Buttati a spalare mentre altri si permettono in barba alla legge, di andare a fare le prorpie attività parallele!
L'intramoenia è come la corazzata di Fantozziana memoria. Date ai professionisti del pubblico gli strumenti, gli spazzi e le risorse ed uno stipendio commisurato all'attività svolta e chi desidera invece di sua sponte afferire al privato lo faccia e i professionisti che operano nel privato siano esclusivamente liberi professionisti e che garantiscano lo stesso livello di cura ed assistenza del pubblico. Non è giusto che i tempi d'attesa siano biblici! ma se richiedo la stessa prestazione in intramoenia nello stesso Ospedale dopo 24 massimo 48 ore la prestazione è erogata!
Si fa del pubblico una cosa privata? BUFFONI!
Allora se la sanità diventerà sovvenzioanta dalle assicurazioni, demolite certe strutture fatiscienti indebbitamente chiamate Ospedali o anco peggio Policlinici Universitari tra ratti cani randagi e non so poi ancora cosa!
Costruite NUOVI OSPEDALI facilmente raggiungibili e fruibili da tutti!
E poi finiamola di pigliarci ancora per i fondelli con i concorsi! Dopo & anni di Laurea e 6 di Specialità abbiamo superato l'età delle favole e dell'innocenza! Grazie!

lunedì 9 giugno 2008

Stress,Pancia Gonfia,Crampi allo Stomaco,Stipsi e/o Diarrea ...La sindrome del Colon Irritabile

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La sindorme del Colon irritabile è davvero una malattia Sociale? Alcuni stimano colpisca circa il 20% della popolazione ma i più pessimisti parlano anche del 30%.

Crampi, Borborigmi,Meteorismo, vere e proprie coliche addominali, diarrea o stitichezza, sono una serie di sintomi che si riconducono alla nota IBS ovvero Sindrome del Intestino Irritabile.

Quali sono i meccanismi che scatenano i sintomi e quale sarà mai la causa di tanto soffrire?




Diciamo che la vignetta che ho scelto spiega bene la causa. So bene che dicendo stress, qualcuno potrebbe dire "già come al solito" ma proprio nelle IBS lo stress è un fattore cardine.




La vita che conduciamo non è certo quella bucolica dei nostri avi, aria pulita, niente traffico,niente telefono e telefonini, molto moto ed una dieta regolata.


No oggi mangiamo frettolosamente, al Bar sotto l'ufficio e magari mentre si addenta il solito Panino, squilla il telefonino o incontri il collega che ti ricorda che appena finisci c'è una pratica urgente da sbrigare! UFFA! Diciamo noi! ma l'intestino non si limita ad UFFA!



Eccolo quà, il lauto pasto del lavoratore moderno! Certo quando si ha fame e si è al lavoro chi non addenterebbe un panino come questo? Lo facciamo tutti e quasi tutti i giorni!



Alcuni, invece preferiscono ritrovare anche nella tavola calda sotto l'ufficio i sapori di casa, quel bel piatto di pasta fumante!
Accontentati! Ecco i nostri spaghetti precotti! che dopo una adeguata riscaldatina,sono pronti ad consolare il nostro bisogno di casa.



I più smalizziati, complice la golosità o la coscienza momemtaneamente non raggiungibile come il cellulare e l'assenza della Santa Inquisizione Domestica( Moglie che ti ricorda che il tuo colesterolo si impenna giornalmente come il Petrolio in borsa e lo puoi vendere anche al barile!) Affogano tra fritti e soffritti il dolore di una giornata frenetica.

Quale è il risultato dopo?

Eccolo! e paradigmatica è la frase del paziente che esordisce dicendo.
"Dottore aiuto sono gonfio/a come un pallone!" oppure
" Dottore, non capisco finisco di mangiare e sembra che tutto si blocchi quì nello stomaco" Insomma il pesce Palla quì di fianco rappresenta bene uno dei sintomi della IBS.


Ma il motivo?

La nostra attività cerebrale, gestisce tante cose tra le quali organi e apparati. E' notorio ,che la paura stimoli la vescica ( pipì). Come la rabbia invece,aumenti la pressione,dilati le strutture vascolari (rossi dalla rabbia!) Bene, il colon riceve molti stimoli e li codifica aumentando la sua contrazione ,provocando i Crampi o le Coliche ed interferendo con la normale contrazione dell'intestino, nota con il nome Peristalsi. Insomma le leccornie viste su una volta assunte vengono eliminate come scorie. Bene il colon si contrae affinche queste scorie passino verso l'uscita. Lo stress interferisce con la peristalsi interrompendo in certi tratti la progressione delle scorie,favorendo la stipsi o invece ne può aumentare la velocità di transito e compare la diarrea. L'aumento o il rallentamento del transito si traduce in maggiore gassificazione del colone quindi aumento del gonfiore addominale etc etc.
Alla fine molti pazienti si ritrovano a dover anche convivere con altri fastdi.

Quali?



Ecco uno strumento che consideravo disperso tra l'armamentario terapeutico di molti ,ma mi sbagliavo! Certo andare a lavorare con il giornale sotto il braccio, non scandalizza nessuno ma vedersi spuntare la mitica Ciambella! Comunque o lei o i suoi surrogati, cuscini cuscinetti fanno bella mostra in molti uffici. Certo sono più discreti! Ma dicono comunque la stessa cosa! Infiammazione dell'ano o da emorroidi prolassate o da ragade anale! Insomma i degni parenti della malattia IBS e cause dirette di questa.


Si ma la terapia? quale deve essere?



La terapia medica può ridurre i sintomi ma non può rimuovere la causa! Inoltre terapie croniche con antispastici o procinetici o miorilassanti vari non sono certo ne la soluzione ne il gold-standard!



Vincere lo stress, trovando il modo e lo spazio per gratificare il proprio Io e il proprio corpo farebbe del bene a tutti . Purtroppo non sempre ciò è possibile, pertanto nei casi in cui i sintomi peggiorano la qualità di vita, terapie specifiche atte a ridurre i fastidi e intraprese per brevi periodi possono essere l'unica soluzione.Il paziente con IBS conosce spesso le cause del suo stare male, che si accompagna ad altri sintomi extra-intestinali quali sonno interrotto, insonnia,astenia,nervosismo etc etc.



Una dieta corretta una buona idratazione, l'attività fisica e molto amore per se stessi possono aiutare tanto. Ricordandocci che lo stress è sempre in agguato e che ci può colpire anche quando meno c'è ne accorgiamo!















giovedì 29 maggio 2008

Medici ed Internet...Dottore mi Aiuti!

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Grazie al sito http://www.medicitalia.it/ non credo che avrei scritto qualcosa su questo tema. Eppure con il passare dei mesi, mi accorgo che il "Consulting" medico su internet è una realtà di vaste proporzioni. Molta gente, naviga in rete e spesso ricerca sui grandi motori come Google ,argomenti riguardanti la salute. Eppure il territorio è coperto da molti professionisti, ma la rete è piena di richieste di consulenza o chiarimenti. Perchè? Siamo noi camici binachi, figli dell'ermetismo estremo oppure chi ci ascolta non si fida. Che alcuni pazienti girovighino, tra vari professionisti per valutare se quello che dicono concorda! non è una novità! Ma vi è un gruppo di pazienti e/o parenti, che si affanna a trovare risposte, centri di cura,nuove terapie.Rispondendo ad alcuni consulti su Medicitalia,mi rendo conto che un bisogno di consulto esiste. I numeri e le statistiche, redatte dal sito,parlano chiaro.

Dottore mi Aiuti! spesso si aprono così le richieste di consulto. Anche se di queste accorate richieste di soccorso, un buon 50% sovrastimano il problema clinico. Ma questa richiesta così formulata deve farci riflettere. Il cittadino spesso si sente solo o abbandonato e si rifugge sulla rete cercando di rispondere ai tanti se e ma non risolti o non discussi. Siamo quindi ancora una risorsa importante per la società,nonostante le Nostre e le Altrui colpe siamo un caposaldo!

Forti quindi di ciò e coscienti del ruolo gravoso ma gratificante che ricopriamo,ogni giorno nonostante tutto, siamo consapevoli che c'è chi ha bisogno di noi, forse solo di un'incoraggiamento,solo una pacca sulla spalla oppure molto di più e ai primi come per gli ultimi, sia nel reale che nell'effimero virtuale della rete, tutti noi siamo quì per tutti voi.






martedì 27 maggio 2008

Dr.House...come ti invidio!

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Già come ti invidio Gregory! Un bell'ospedale, rifinito con gusto, non sai quanto amo quella parete d'acqua dove ogni tanto ti siedi! Stanze di degenza munite di tutto punto! Belle, luminose, pulitissime e che dire poi del persoanle. Ti basta dire a voce più alta EMERGENZA! e giungono frotte di infermieri! Ma non basta! Consulenza
legale H24!Uno studio dove ti puoi pure permettere di giocare a Palla! scrivania in vetro! Un PC pronto e funzioanante alla tua sinistra! Lo stereo! e che dire della stanza riunione con annessa cucinino e macchina per il caffè! Ma poi quello che mi colpisce e come passi da una craniotomia esplorativa.....alle immuniglobuline.....e poi è un'echinocossi epatica! Ma si, non ti alterare, capisco! si vabbene, non mi devi convincere,lo so che da te l'importante che l'assicurazione paghi! Oh si! hai ragione l'Italia ha il miglior sistema sanitario perchè è gratuito e garantisce a tutti le cure! Si hai ragione siamo fichissimi! Però sai, riflettevo su una cosa...non che sia indispensabile ma pensavo..che ne diresti se ci scambiassimo di posto per 1 mesetto? Insomma vorrei tanto farti provare la vita che facciamo noi camici bianchi in Italia. Non credi che suonerebbe bene Piazza,s come Titolo per la serie televisiva? Tranquillo a questo ci penso io! Che ne dici: Da Dr.House a Dr.Square! insomma esci da Casa (House) e ti ritrovi in Square (Piazza). Dici di si? Bene affare fatto! Come scusa...? Vuoi sapare come è un Ospsedale Italiano? Bhe....... allora....Insomma non hai forse il parcheggio! ti consiglio di mettere la catena alla moto oppure torni a casa a piedi! La tua stanza potrebbe essere meno soleggiata di quella che hai, e non credo che il PC funzioni sempre, sai dipende da come è fatta la rete! certe reti Ospedaliere in Italia vanno ancora a petrolio! Mi raccomando non ti arrabiare se non puoi scaricarti qualche articolo o manca qualche rivista medica, spesso in biblioteca (se esiste ancora!) si è fermi al 1989 o giù di li! Mi raccomando però indossiamo il camice! Non si va in giro con le scarpe da tennis e la barba lunga! Per la sala riunioni ....bhe vedi di arrangiarti sotto qualche sottoscala o in medicheria insomma fai tu! A dimenticavo Bada bene che in Italia esistono i DRG! si proprio come da voi! si ma con una differenza che non ti tocca un centesimo! No non perchè sei straniero macchè, mica siamo razzisti ! e che in Italia non funziona come da te! ed un'altra cosa! Da noi non si prendono in carico solo i casi che ti stimolano! NO! da noi si curano tutti i pazienti che hanno bisogno di cure! Come? così non ti diverti? Non sapresti come vivere con lo stipendio Italiano ed in più curando tutti quelli che passano?
Ti Deprimi?????!!!! Altro che Vicodin? ci vorrebbe il Prozac!!!!!
Vabbè come non detto! resta lì Gregory mi sa che non hai la stoffa giusta per lavorare in Italia.